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" Il palazzo di lorenzo manilio nel ghetto ebraico "

" Mentre Roma rinasce all' antico splendore, Lorenzo Manilio, in segno di amore per la sua città, costruì dalle fondamenta sulla Piazza Giudea, in proporzione con le sue modeste possibilità, questa casa che dal suo cognome prende l' appellativo di Manliana, per se e per i suoi discendenti, nell' anno 2221 dalla fondazione di Roma, all' età di 50 anni, 3 mesi e 2 giorni; fondò la casa il giorno undicesimo prima delle calende di Agosto "
Se vi capita di passeggiare per le vie del Ghetto Ebraico, su Via del Portico d'Ottavia, questa è la traduzione della dicitura incisa su uno dei palazzi più belli, prima di Piazza Giudia.

Buone passeggiate romane...

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" L' alluvione del 1598 "

Durante le nostre passeggiate romane, capita spesso di vedere targhe come questa...è datata 1598 e ricorda una delle oltre 130 inondazioni che colpirono la città eterna. Fino al 1870, perchè da quella data si iniziò a pensare alla costruzione dei muraglioni di cinta e protezione lungo il fiume. Questa si trova nel Rione XI S. Angelo, nel Ghetto Ebraico, a due passi dalla famosissima fontana delle tartarughe. Magnificamente Roma...

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" Palazzo santacroce "

Passeggiando per le strade del Ghetto Ebraico, in Via in Publicolis, potrete ammirare questa meraviglia di palazzo. Una facciata Classica Rinascimentale Bugnata. Appartiene ai Santacroce. Blasonata famiglia del luogo, che importò dalle Americhe l' erba Santacroce...Non sapete di cosa stiamo parlando? Certo che lo sapete...il fautore di questo cospicuo commercio fu Prospero Santacroce. Stiamo parlando del tabacco...
Una curiosità. Il Ghetto Ebraico si trova nel Rione S. Angelo, passeggiando in questa via si supera il confine e si cammina lungo il Rione S. Eustachio. Meravigliosa Roma e la sua bellissima storia che ci racconta di personaggi unici e carismatici.

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" Poesia sul ghetto ebraico di giovina tricarico "

Abbiamo passato una bella Domenica per le vie del Ghetto Ebraico. Un popolo antico, i più antichi abitanti di Trastevere, poi trasferitisi nell' attuale Rione S. Angelo. Un popolo segnato da decisioni forti da parte dei Papi governanti. Costretti tra mura di cinta. Il Sabato ad ascoltare messa, anche contro la loro volontà. Tutto questo espresso in rima, dalla bravissima Giovina Tricarico...

" Breve storia de l'ebbrei a Roma "

Crollato er tempio
Se sparsero per monno
Vennero puro a Roma 
Pe diventà na mortitudine.
E fu così che l'ebbrei a Roma 
Dovessero esse rinchiusi in una "bolla".
Er popolo cristiano 
O mejo
Er sacro pontarolo
Ordinò che li stessi
Dovessero esse poveri.
Decretò così la loro ricchezza.
Perché l'ommo andò je viè negato 
Costruisce la forza sua.
E fu così che invece de possedè
Li beni immobiliari ammucchiò l'oro
Ricavato da lì stracci.
E allora n'antro pontarolo
Per invidia
Decise che addovessero ascortà messa.
Li tappi de cera 
Li proteggevano
Da le parole sacre a li cristiani. 
Poi arrivò ed Corso e aprì le porte pe la libertà. 
Rinchiusi n'antra vorta nel recinto solo na breccia a porta pia aprì le porte ar ghetto
De cui rimase solo er nome e i monumenti.

Giovina Tricarico

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