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" I Muraglioni "

Questa era la situazione di chi abitava a ridosso del fiume. Ci troviamo nel Ghetto Ebraico...
Dopo la piena del fiume del 28 Dicembre 1870, con una grande inondazione da 17,22 metri di livello, si pensò di risolvere definitivamente questo gravoso problema. Venne subito istituita una commissione tecnica, che non portò a nessuna soluzione. Si sbloccò tutto, su stimolo di Giuseppe Garibaldi, che pensò addirittura di deviare il corso del Tevere. Non fu messa in atto questa proposta, bensì iniziò la costruzione dei muraglioni di cinta. Correva l' anno 1876. I lavori durarono quasi mezzo secolo, terminarono nel 1926.
Il fiume e la sua storia. Il Tevere...è Roma.

conosciAmo Roma

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" Il Tevere / Il fiume di Roma "

Il Tevere/Il fiume di Roma.
Attraversa quattro Regioni Italiane. Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lazio. Nasce dal Monte Fumaiolo e sfocia nel Mar Tirreno. Con i suoi 405 chilometri di corso è il terzo fiume Italiano per lunghezza, dopo Po ed Adige. In antichità il suo idronimo era " Albula ", per via delle sue acque chiare. Anche " Rumon " era un antico nome del Tevere, che scorre, che và, proprio come la vita, come il fiume, da molti collegato al nome della città eterna...Roma.

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" I Bagni della Renella "

E pensare, che una volta nel fiume di Roma, il biondo Tevere, ci si facevano anche i bagni. Quasi all' altezza di Ponte Sisto, un po più a valle, in quelli che venivano chiamati i " Bagni della Renella ". Nel vicino Rione di Trastevere, anche una via è dedicata alla renella. Qui come in altri punti delle rive del fiume, i romani avevano l' abitudine di tuffarsi in acqua...nudi. Già...nudi, con grande disperazione delle autorità Pontificie, che architettarono editti ed ordinanze severe..." Che non si vada a lavarsi o a notare nel fiume senza mutande, sotto pena gli uomini di Scudi cento, ed ai ragazzi oltre alla detta pena pecuniaria, d' esser bene staffilati!!! ", così recitavano i vari Bandi Papali. Per evitare comunque bagni promiscui, alle donne riservata la riva destra verso Ponte Milvio, agli uomini la sinistra a ridosso di Ponte Sublicio. Anche frequentazioni eccellenti sulle sponde del fiume; su una pagina del suo diario, Goethe scrisse " La sera un bagno nel Tevere, poi faccio una passeggiata a Trinità dei Monti e mi godo il fresco al chiar di luna "
Roma ed il suo fiume, un rapporto viscerale, forte, di grande complicità.

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" Ponte Sublicio "

E' il ponte più antico di Roma, anche se è stato ricostruito completamente nel 1918, su progetto di Marcello Piacentini. Dopo ponte Sublicio, i più antichi ponti romani sono Ponte Emilio, l'attuale Ponte rotto e Ponte Milvio, conosciuto anche come Ponte mollo. Il nome deriva da un termine antico, " sublica " che stava a significare, costruito completamente con tavole di legno. Per ragioni difensive gli antichi romani, preferivano usare tavole di legno per la costruzione dei ponti, potevano essere facilmente distrutti in caso di attacco nemico. Iniziarono a costruirli in pietra, una volta che furono più sicuri e consci delle proprie forze. Il ponte era approdo di merci che venivano smistate in tutta Roma, sia materiali da costruzione che generi alimentari. L' adiacente monte dei cocci, si è sviluppato ed è sorto con la distruzione sul posto delle anfore che contenevano vino ed olio, che in quanto intrise, non più riutilizzabili.

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