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Lo Staff di ConosciAmo Roma

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Ponte Cestio

Molti lo conoscono come ponte di San Bartolomeo, a pochi metri infatti è ubicata la chiesa di San Bartolomeo all' isola, altrettanti come ponte ferrato o delle catene, infatti erano tante le catene che tenevano ben saldi i mulini qui presenti, d' altro canto è il punto dove il Tevere sviluppa la forza maggiore, sicuramente la maggior parte di voi lo conosce come ponte Cestio, che insieme a ponte Fabricio, collega la città alla bellissima Isola Tiberina. Fatto costruire 46/44 a. C. da Lucio Sestio, è lungo circa ottanta metri ed ha subito vari restauri e rifacimenti, uno degli ultimi è documentato da un epigrafe datata 1191/93. Dal lato Trastevere, il ponte affaccia sul Lungotevere degli Anguillara, regalando la visuale sulla bellissima chiesa di San Benedetto in Piscinula che vanta il campanile più piccolo e la campana minuscola datata 1069. Roma è un meraviglioso museo a cielo aperto, ovunque si posi il nostro sguardo. Roma Caput Mundi...

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21 Aprile Natale di Roma

Oggi vi facciamo entrare in casa Garro. Il nostro Maurizio ha sempre avuto la passione per Roma, così come per i racconti annessi, anche quando le sue "piccole" andavano a fare le ninne. Ecco una versione tutta sua della fondazione di Roma.

Buon Natale di Roma a tutti!!! 21 Aprile 753/21 Aprile 2020
Duemilasettecentosettantatrè anni di storia.

XXI Aprile

Ricordo sempre con molto piacere quando la sera portavo a letto le mie figlie e, per farle addormentare, raccontavo loro fiabe, favole o storie. Cominciavo sempre con un classico: Cenerentola, La bella addormentata nel bosco, Biancaneve e i sette nani, oppure iniziavo a raccontare i film della Disney che vedevamo insieme, come gli Aristogatti, Bianca e Bernie, Lilli ed il cacabondo ( come lo chiamava la piccola). Nonostante cominciassi con i classici, inevitabilmente mi ritrovavo a mettere in fiaba le storie di Roma e ce n’era una che piaceva loro in particolar modo…o almeno è quello che mi hanno sempre fatto credere!! Iniziava sempre, come è ovvio, con ‘c’era una volta’!...”C’era una volta un Re buono che si chiamava Numitore; questo aveva un fratello cattivo di nome Amulio ed una figlia di nome Rea Silvia. Ovviamente il fratello cattivo del re voleva impossessarsi del trono e diventare lui stesso re, ma per far questo doveva sbarazzarsi del fratello e della nipote. Venne il giorno stabilito per
usurpare il trono ambito! Amulio catturò suo fratello Numitore e lo imprigionò, dopodiché prese sua nipote Rea Silvia e la obbligò a diventare la sacerdotessa di una dea di nome Vesta”. Come poter spiegare alle mie figlie che il Dio Marte sotto forma di un fallo infuocato aveva messo incinta Rea Silvia? Cosi me la cavavo dicendo loro che la ragazza si innamorò di un bel ragazzo di nome Marte e dalla loro relazione nacque una coppia di gemelli chiamati Romolo e Remo. Lo zio cattivo Amulio venuto a sapere della nascita dei gemelli, volle farli sparire avendo paura che, una volta grandi, potessero aspirare al suo trono. Ordinò quindi ad alcuni suoi servi di prendere i gemelli neonati, metterli in una cesta e affidarla alla corrente del fiume Tevere. La cesta navigò sul fiume fino ad arrestarsi in prossimità di un albero di fichi dove un pastore di nome Faustolo la vide e, muovendosi a compassione, prese i gemelli portandoseli a casa dove l’aspettava sua moglie Acca Larentia. I due gemelli crebbero con i genitori adottivi; il padre insegnò loro a pascolare le pecore e coltivare la terra, fino a quando vennero a sapere della loro storia e di come il loro nonno re Numitore e la loro mamma, erano stati imprigionati dallo zio cattivo Amulio.
Decisero di rimettere le cose a posto e marciarndo verso Albalonga, che era la città da dove provenivano, riuscirono a catturare lo zio cattivo, lo imprigionarono e rimisero sul trono il nonno e liberarono anche la madre. Tornarono poi dai loro genitori adottivi. Romolo e Remo, sapendosi di stirpe regale, decisero di fondare una città il cui re sarebbe stato chi di loro avesse visto più uccelli. La scommessa fu vinta da Romolo che il 21 Aprile di tanti secoli fa, fondò la citta dove noi viviamo, ROMA”. Certo, non potevo raccontare loro tutti i particolari, come fratricidio, stragi e rapimenti vari, così gliele ho risparmiate!

M.G.

La scalinata di trinità dei monti

Un po di storia della nostra amata città. Roma, la Capitale d' Italia. Roma Caput Mundi. Questa volta nero su bianco lo ha messo il nostro Riccardo. Ma vi piacciono i racconti di Maurizio e Riccardo? Speriamo di si. :-) Buon inizio settimana a tutti! Ad Maiora...

La scalinata di Trinità dei Monti

Quante città possono vantare una tale meraviglia come questa? Roma può farlo…dal 1726.
La sua costruzione è databile 1723/1725. I suoi architetti Francesco De Sanctis ed Alessandro Specchi, pensarono a 135 gradini per arrivare fino in cima e visitare la bellissima chiesa del XVI Secolo di Trinità dei Monti. Sarà consacrata da Papa Sisto V nel 1585. A dire la verità sarebbero 136 i gradini, ma il primo è un mezzo grado che serve da efficiente sistema di drenaggio delle acque piovane. Il nostro sguardo è richiamato da quelle finestre che affacciano sulla piazza e sulla scalinata stessa; quanta poesia, quale passione potrebbero testimoniare quelle mura. In quella casa visse e morì uno dei più grandi personaggi Inglesi del mondo poetico, John Keats. (31 Ottobre 1795- 23 Febbraio 1821) Se volete, potete andare a trovarlo nel bellissimo Cimitero Acattolico. Un vero e proprio angolo di paradiso all’ ombra della Piramide Cestia, al confine tra il Rione XX Testaccio ed il quartiere Ostiense. Molti i turisti provenienti da tutto il mondo che vengono a rendergli doveroso omaggio, soprattutto Inglesi. Ora quella che era la sua casa è un meraviglioso museo visitabile, nel cuore della città eterna, la stessa città che lo accolse nel periodo in cui andava di moda il “Grand Tour”, soprattutto da parte di giovani rampolli provenienti da ogni parte del mondo. A dire il vero, Keats preferì l’ aria mite e salubre della nostra città per curarsi da una grave malattia; senza successo, visto che morì alla giovane età di ventisei anni. Siamo ammaliati da tanta meraviglia e candore, questa scalinata fa perdere ogni dimensione, tanto è grandiosa ed accogliente. Ne apprezziamo il chiarore, soprattutto dopo gli interventi di importanti restauri, uno nel 1995 ed uno successivo del 2015. Dal 23 Settembre 2016 è tornata di nuovo percorribile, numerosi sono coloro che lo fanno, anche soltanto per un selfie. Ci voltiamo, veniamo attirati da una turista che è intenta nel rinfrescarsi il viso nella fontana della “Barcaccia”; si trova davanti la scalinata, ed i libri di storia e di arte, ci raccontano che vi lavorarono due grandi scultori, padre e figlio. Pietro Bernini il primo e Gian Lorenzo il secondo, figlio d’ arte che ebbe maggior successo e soddisfazioni del papà. Fu Papa Urbano VIII che volle questa fontana qui; si racconta che durante una delle tante alluvioni che colpivano Roma, erano frequenti prima della costruzione dei muraglioni di cinta del Tevere, il pontefice fu investito e colpito da una barca. Urbano VIII Barberini, guidò la chiesa cattolica dal 1623 al 1644. Dietro la fontana, via dei condotti, è una delle vie più conosciute e blasonate della città. La potremmo definire uno dei distretti principali delle boutique di lusso; Dior, Gucci, Prada, Bulgari e via dicendo…
Si chiama così perché era la via delle condutture idriche, portavano l’ acqua dal “serbatoio” del Pincio, nella zona sottostante del Campo Marzio. Inizialmente via condotta, divenuta poi condotti. Proseguiamo la nostra passeggiata, chissà quanta meraviglia e stupore ci attende ancora. Roma è la città eterna dalle mille emozioni.

R.L.

I colombari

Dal latino "Colombarium". Il nostro Maurizio, l' Oracolo per i più intimi, in quel di Ostia antica, mostra appunto un colombario. Tante nicchie una accanto all' altra, che servivano per deporre i defunti. Piccole aperture che contenevano le ceneri dei cari, ubicate nella zona antistante la "Porta Romana", l' ingresso alla città, fulcro commerciale, religioso e politico. Si chiamavano così, perchè ricordavano appunto le costruzioni per il ricovero nonchè l' allevamento dei colombi. Lo stesso potreste trovare visitando le catacombe. Lunghi cunicoli interrati, che in molti casi arrivano a decine di chilometri di lunghezza, ampie camere dove venivano ricavate tantissime nicchie, spesso per zone ad ambito familiare, dove il capo famiglia veniva seguito da tutti i suoi discendenti. Una storia millenaria quella di Roma, che a noi piace tanto raccontarvi. Ad Maiora...

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